
Il metodo Feldenkrais prende il nome dal suo ideatore, Moshe Feldenkrais (1904–1984), un fisico e ingegnere israeliano di origine ucraina, con un forte interesse per le arti marziali (fu uno dei primi europei a ottenere la cintura nera in judo).
Negli anni ’40, a causa di una lesione al ginocchio, Feldenkrais si trovò di fronte alla possibilità di un intervento chirurgico rischioso. Decise invece di esplorare in autonomia il rapporto tra movimento, consapevolezza e apprendimento neuromotorio. Studiando anatomia, fisiologia, neuroplasticità e meccanismi dell’equilibrio, sviluppò un approccio pratico per migliorare il funzionamento del corpo attraverso movimenti lenti, esplorativi e consapevoli.
Negli anni ’50 e ’60 iniziò a insegnare il metodo in Europa e Israele. Il suo approccio si basava sull’idea che il cervello può riprogrammare schemi di movimento disfunzionali attraverso l’esperienza diretta e la percezione. Il metodo si diffuse progressivamente in tutto il mondo, soprattutto dopo la pubblicazione dei suoi libri fondamentali, come Awareness Through Movement (Consapevolezza attraverso il movimento).
Oggi il metodo Feldenkrais è praticato in numerosi paesi e viene applicato in ambiti che spaziano dalla riabilitazione neurologica e muscolare alla danza, allo sport, alla crescita personale, grazie alla sua capacità di promuovere una maggiore consapevolezza corporea e fluidità nel movimento.
